Zenfolio | Andrea Donati | Far Cry - Recensione

Far Cry - Recensione

February 19, 2015  •  Leave a Comment

Articolo originale su Steam: http://steamcommunity.com/id/siv0968/recommended/13520/

 
L'uscita del gioco è datata 2004. Si torna quindi indietro di parecchi anni, quando a farla da padrona erano Half Life 2 e DooM 3.
Far Cry si discosta molto da questi FPS, puntando sugli spazi aperti, apertissimi, e sulle molteplici possibilità di raggiungere gli obiettivi.
Ci riesce? Certo. Ma in modo frustrante.
 
Far Cry è un classico FPS, la trama è strutturata ad obiettivi e per raggiungerli bisogna farsi strada lasciandosi alle spalle tonnellate di bossoli. Tuttavia il motore del gioco unito alla struttura delle mappe permette frequenti piacevoli alternative, distribuendo tra se e l'obiettivo un'infinità di percorsi possibili, siano essi diretti e quindi votati al più classico dei spara-spara, oppure decisamente più lunghi e impegnativi, fatti di appostamenti, mappatura dei nemici con il binocolo, ricerca di sentieri alternativi e, a volte, raggiungimento del traguardo senza (quasi) sparare un colpo.
 
Il problema è che FarCry è frustrante, quindi queste strade alternative, percorse a chinino, senza far rumore, lentamente, che richiedono parecchio tempo tra studio ed esecuzione, con un minimo errore vanno in fumo e richiedono di essere rifatte interamente da capo. Questo a causa di due fattori: la difficoltà e i salvataggi.
 
FarCry è difficile. Anche con la difficoltà più bassa bastano un paio di proiettili per stenderti. E quando ti ritrovi in un'isola con una fitta foresta dove mimetizzarsi è un attimo, o quando apri la porta in un hangar e ti ritrovi di fronte una manciata di nemici pronti a sparare, questo colpo o due diventano un continuo morire e ti chiedi veramente quale sia la reale differenza tra i vari livelli di difficoltà.
 
A questo si aggiunge il difetto più grande del gioco, ovvero i salvataggi. In Far Cry non si salva, ci sono i checkpoint. Vuol dire che durante il tuo avanzare nell'ambientazione, ci saranno alcuni punti preimpostati in cui verrà eseguito un salvataggio in background. Il problema è che questi checkpoint sono notevolmente distanti l'uno dall'altro.
In sostanza gli amanti dello stealth-game, come scritto sopra, si troveranno a preparare con minuzia appostamenti o accerchiamenti senza possibilità di salvare il gioco prima dell'azione, con il risultato che al minimo errore andrà rifatto tutto da capo. Chi invece si butterà a capofitto nella mischia, sempre che non rimanga ucciso da quell'unico proiettile vagante, sarà in grado di far scattare i checkpoint che sono sostanzialmente posizionati in modo da premiare la linearità del gioco a scapito dell'esplorazione.
Questo rende Far Cry frustrante all'inverosimile, perché rifare più e più volte le stesse zone di combattimento, che come detto sono estremamente grandi, genera più stress che divertimento.
 
Un piccolo appunto: negli interni, formati per lo più da tantissimi stretti corridoi, gli sviluppatori hanno comunque cercato di fornire percorsi alternativi al giocatore, studiando le mappe in modo da avere sempre più corridoi che si intrecciano tra di loro: il tutto genera uno spiacevole "effetto labirinto" soprattutto a causa dell'assenza di una visualizzazione delle mappe che permetta di sapere con esattezza dove si stia andando.
 
La grafica è in linea con gli standard dell'epoca, anzi, nonostante oggi sia senza dubbio di bassa qualità, è ottimamente dettagliata e riesce piuttosto bene ad immergerti nell'atmosfera.
Gli esterni soprattutto sono uno spettacolo per gli occhi, nonostante la distanza di visualizzazione sia molto ridotta, mentre gli interni sono un po' meno rifiniti.
I nemici sono probabilmente l'aspetto meno riuscito, molto squadrati e privi di varietà: alla fin fine quante tipologie di nemici ci sono? Si fa una carrellata a mente e sono molto, molto poche.
 
La trama è spicciola, il gioco è interamente in inglese, audio e testi, senza sottotitoli, ma anche chi non mastica una sola parola di inglese capirà perfettamente la storia, dal gran che è semplice e tirata via. Con il doppiaggio si torna alle frasi fatte dei videogiochi degli anni '90, inascoltabile, gli effetti sonori sono anch'essi molto basilari. Gli intermezzi video sono un pugno nell'occhio, spesso e volentieri spezzano brutalmente l'atmosfera e, a volte, sembrano realizzati per tagliare la trama in quei punti in cui gli sceneggiatori non sapevano come realizzarla.
 
In sostanza chi cerca un gioco vintage, una pietra miliare del primo lustro degli anni 2000, stia alla larga da Far Cry. E' frustrante, dalla trama scadente, con personaggi dal carisma pari a zero, graficamente non superiore ai tripla A dell'epoca e ben lontano dal Far Cry che conosciamo oggi, con cui non condivide assolutamente nulla.

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