Zenfolio | Andrea Donati | Saints Row: The Third - Recensione

Saints Row: The Third - Recensione

December 31, 2014  •  Leave a Comment

Debuttano su LogBLog.it le recensioni di alcuni videogiochi che ho provato nel corso del 2014. A parte quella odierna di Saints Row: The Third, uscita in questi giorni, le altre le pubblicherò "retrodatate" nella loro data di uscita originale e le raccoglierò in un menu ad hoc come per le altre sezioni del sito. Per i voti e i commenti vi invito ad andare nella recensione originale all'interno del mio profilo di Steam, linkato comunque all'inizio di ogni recensione e nel menu in alto di questo sito.

Saints Row: The Third

Articolo originale su Steam: http://steamcommunity.com/id/siv0968/recommended/55230/

E' raro trovarsi di fronte a giochi dalla trama così assurda. Saints Row: The Third è un concentrato di demenzialità, esagerazione, boriosità, muscoli, citazioni, adrenalina, non-sense, umorismo, ironia e tutto quello che di fuori dall'ordinario può venire in mente. Il tutto triturato, mescolato, centrifugato e servito in una sequela assurda di missioni con una trama appena abbozzata, del tipo "e adesso distruggiamo tutto!" in ogni singola missione e priva del minimo buon senso. La trama del precedente capitolo, assurda anch'essa soprattutto nel finale, perde il confronto a colpi ripetuti di esplosioni, carneficine, volgarità e misoginia.

Ma al di là della trama, com'è il gioco? Partiamo dal lato tecnico.
Graficamente è mille passi avanti rispetto al secondo capitolo: molto pastelloso, fluido, abbastanza dettagliato e focalizzato soprattutto sui personaggi, espressivi e ottimamente caratterizzati. Certo, la personalizzazione del protagonista lo rende soggettivamente più "bello" ma oggettivamente meno coinvolgente, tuttavia è una caratteristica già presente negli antenati e che non poteva mancare anche in questo capitolo.
L'audio è altrettanto positivo, in inglese con i sottotitoli, recitato discretamente.
Il gioco è ben ottimizzato, non ho mai notato rallentamenti e non ho mai avuto episodi di crash.

Saints Row: The Third si presenta come un classico gioco d'azione sandbox in terza persona, alla GTA, per capirci. Ma fin dalla prima missione o, meglio, fin dal primissimo istante di gioco, è chiaro l'andazzo della trama assurda. Le missioni sono molto adrenaliniche, distruttive al massimo livello, per la maggior parte molto semplici e una goduria per occhi e orecchie - ovviamente se apprezzate esplosioni e massacri virtuali.

E' per questo che il resto passa in secondo piano, con i pregi e i difetti che ne conseguono. Ad esempio Steelport, la cittadina protagonista del gioco, è ben lontana dal convolgerti come, per dire, Liberty o Vice City.
Fino alla conclusione del gioco non si riescono a ricordare le strade né i quartieri, macinando chilometri in una città che evolve insieme alla trama ma rimane per lo più anonima. Lo stesso si può dire per i cittadini che la popolano, altrettanto anonimi e, certamente anche per colpa di alcune missioni, più assimilabili a birilli da buttar giù che a esseri viventi. La loro intelligenza artificiale è assente, così come quella dei veicoli in movimento e della polizia, che non si scomoda a far partire inseguimenti nemmeno quando si causano carneficine tutte intorno a sé.

Anche le missioni secondarie, per quanto alcune di esse possano certamente essere avvincenti, non riescono a distogliere l'attenzione dalla trama principale, e per la maggior parte vengono dimenticate in fretta.
In pratica le si scoprono grazie ad apposite missioni introduttive, e non ci sono incentivi importanti per continuare ad eseguirle una volta che queste vengono terminate per la prima volta.

Fin qui i lati negativi, perchè per il resto il gioco è come detto sopra, ovvero uno sfogo simile a quello che si prova leggendo Ken il Guerriero, dove da soli contro mille se ne esce senza un graffio e dove i momenti di difficoltà si contano sulle dita di una mano.
La sequenza delle missioni è piuttosto coerente, io ho sempre effettuato quelle in cima all'elenco e un po' alla volta sono giunto alla conclusione della trama principale con un paio di sottotrame ancora da completare. Non che ci siano chissà quali intrecci, sia chiaro.

In conclusione, Saints Row: The Third è dedicato a chi ama le trame demenziali e tremendamente d'azione, a chi cerca uno sfogo senza complicazioni, a chi non vuole essere preso dall'ansia e dallo stress ma è alla ricerca di una "sana" distruzione senza rimorsi. Un grandioso e stupido passatempo dallo scarso impegno intellettivo e dalle incredibili soddisfazioni.

Un must, insomma.


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