Call of Duty: World at War - Recensione

June 24, 2016  •  Leave a Comment

Articolo originale su Steam - http://steamcommunity.com/id/siv0968/recommended/10090/

World at War è il terzo gioco della serie "Call of Duty" per PC (il quarto se si considera anche CoD 3 per console), pubblicato nel 2008 dopo la "pausa" nel 2007 con il primo capitolo di Modern Warfare.
Sono passati tre anni ma, purtroppo, solo sulla carta. WaW è un'esperienza di gioco purtroppo peggiore rispetto ai suoi predecessori e non me la sento di consigliarlo.

Dal punto di vista tecnologico finalmente ecco il primo CoD compatibile con i sistemi più moderni, senza dover intervenire sui file .ini per impostare la risoluzione. La campagna è possibile giocarla da soli o in cooperativa - attenzione perché in quest'ultimo caso non funzionerà con PC con IP identico (ad esempio con due giocatori in LAN e uno in WAN).
Graficamente WaW non è male, certo i dettagli sono quelli "dell'epoca", il realismo è mitigato dai colori saturi, dagli spigoli e dalle texture slavate, ma essendo un gioco piuttosto frenetico non ci si fa poi tanto caso.
L'audio è in linea con i predecessori, con le voci che si attivano per la trama o script precalcolati, e i suoni d'ambiente ben riprodotti - poi ok, la guerra è un caos, ma in questo caso è un caos ben riprodotto.
Il doppiaggio in italiano è il solito, buona dizione senza nemmeno un tentativo per imitare accenti stranieri, e risulta quindi impersonale.

Ma veniamo ai fatti. Rispetto alle recensioni che ho letto su questo capitolo, del tipo "Best CoD ever!" io sono realmente spiazzato, perché mi sono trovato di fronte ad un gioco peggiorato rispetto ai predecessori.
E' stato ripreso il difetto dei precedenti, ovvero capitoli slegati tra loro e mescolati, con il risultato che non ci si riesce ad immedesimare in nessuno dei protagonisti perché continuamente sballottati da un esercito all'altro, in campagne che si fa fatica a tenere insieme tra loro.
A questo si è aggiunto uno script invasivo, a strettissimo contatto con un respawn dei nemici frustrante all'inverosimile, che insieme portano come risultato al dover affrontare le mappe sempre di corsa.
Nei dettagli: in ogni mappa i nemici appaiono all'infinito, sbucando da porte e accessi inaccessibili senza sosta fintanto che, correndo, non si arriva ad un checkpoint successivo, in cui i respawn precedenti si interrompono di colpo, i tuoi commilitoni ti raggiungono, e comincia il respawn dei nemici dai punti di accesso successivi. Così via, fino al termine della mappa.
Questo sistema spinge il giocatore a rischiare continuamente la vita del proprio alter ego buttandolo in mezzo alla mischia, nella speranza di concludere l'inarrestabile ondata di nemici e facendo partire con estrema frustrazione l'ondata successiva.
World at War come gioco di guerra ha solo l'aspetto scenografico, ma nei fatti non esiste cecchinaggio, non esiste copertura, non esistono pause: attendere significa vedersi continuamente avvolti da nemici che sbucano ovunque e l'unico imperativo è correre in avanti sperando di imboccare la strada giusta verso il successivo checkpoint.
Questo non è un gioco di guerra, è uno shoot'em up travestito malamente da gioco di guerra.
Il continuo correre in avanti rende anche il gioco poco longevo, più o meno 6 ore, come i precedenti capitoli.
C'è solo una missione in cui si pilota un carro armato, con uno stile di guida molto intuitivo, ma non basta per trovare un po' di distrazione dal resto delle missioni.

Il comparto multiplayer, mettendo da parte i problemi sugli IP descritti sopra, presenta la mitica modalità survival con gli zombie nazisti. Ebbe grande gloria nel 2008, oggi è naturalmente deserta; giocata con gli amici perde il confronto con survival più moderni.

In conclusione Call of Duty: World at War è troppo simile ai suoi predecessori nella struttura del gioco, risultando quindi estremamente "vecchio", con in più il respawn infinito dei nemici che lo rende frustrante e mono-tattico. Continuo a suggerire i precedenti due capitoli, per quanto i problemi tecnologici possano rappresentare un ostacolo per i meno smanettoni, ma questo World at War è un vero e proprio shoot'em up da cui consiglio di stare alla larga, o da giocare consapevoli del genere di gioco che rappresenta.


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