Murdered: soul suspect - Recensione

April 02, 2016  •  Leave a Comment

Articolo originale su Steam - http://steamcommunity.com/id/siv0968/recommended/233290/

Poliziesco orientato all'esplorazione e soprattutto allo hidden object questo "Murdered: Soul Suspect", con una trama originale, una grafica semplice ma dettagliata là dove serve, tante missioni secondarie e qualche difetto di troppo.

Eviterò qualunque tipo di spoiler, sebbene il trailer stesso del gioco e la sua sinossi svelino fin da subito il colpo di scena iniziale. Farò quindi finta vi fidiate di questa recensione e degli ottimi voti che in generale ha preso il gioco per convincervi all'acquisto.
Tornando a noi, nel gioco si impersonerà un detective che dovrà indagare su un serial killer, affiancato da una medium in grado di vedere e parlare con gli spiriti. Per farlo dovrà esplorare alcune costruzioni sparse in una piccola cittadina, cercando indizi alla ricostruzione del modus operandi del killer, cercando di trovare il suo nascondiglio e tentando di prevedere dove si terrà il prossimo omicidio.
Quando nel gioco si mescola realtà e sovrannaturale, come avviene in Murdered: Soul Suspect, è ovvio che le incongruenze balzino immediatamente agli occhi. Una a caso: gli spiriti possono attraversare i muri e non riescono a toccare gli oggetti, ma camminano tranquillamente per strada, toccando quindi il terreno senza sprofondare e, per contro, non possono volare. Tuttavia sono difetti un po' scontati, senza i quali il gioco stesso non sarebbe neppure esistito.

La componente investigativa della trama principale si basa sul ritrovamento di oggetti/indizi in relativamente piccole zone, ad esempio un tratto di strada dove è avvenuto un omicidio, un piccolo appartamento o una stanza. La componente esplorativa in questi casi è quindi azzerata e tutto si concentra sulla tipologia di gioco "hidden object" di cui parlavo sopra. Una volta che si hanno tutti gli indizi, o che si sono scoperti quelli più importanti, bisognerà selezionarne tre inerenti all'obiettivo di quell'esplorazione per trovare la soluzione all'enigma e proseguire nella trama.
A fianco della missione principale ce ne sono svariate secondarie, che non hanno alcuna attinenza con quella principale ma che aumentano un po' la longevità del gioco. In questo caso gli oggetti da cercare spaziano da una singola zona come nella missione principale, a intere costruzioni se non all'intera piccola cittadina in cui è ambientato il gioco, e in questo caso la componente esplorativa - sempre finalizzata alla ricerca degli oggetti - balza in primo piano.

Le componenti d'azione sono rare e abbastanza semplici da padroneggiare: dei demoni cercheranno di impedirti l'esplorazione o l'attraversamento di determinate stanze, costringendoti a scacciarli sfruttando i percorsi prestabiliti che i demoni stessi seguono e nascondendosi in alcuni punti chiave - chiamiamoli così per esigenze di no-spoiler.
Bisognerà quindi avvicinarsi mentre ti danno le spalle e premere una precisa combiazione di tasti per scacciarli (un tasto della tastiera e uno del mouse, ogni volta diversi). Niente di che, ma anche in questo caso si dà un po' di scossa alla trama e all'investigazione.

Il comparto grafico non è niente male, il gioco è in terza persona con la solita oscena visuale di sbieco, ma ci si fa presto l'abitudine. I personaggi sono ben realizzati, molto espressivi e dettagliati, forse un po' rigidi nei movimenti ma nel complesso promossi a pieni voti. Gli scenari sono anch'essi molto dettagliati, a volte un po' caotici ma realizzati con cura e coinvolgenti. E' un tipico gioco noir-gotico, dall'atmosfera cupa e al limite del bianco e nero, con un bell'effetto dato dalle strutture sovrannaturali che si sovrappongono a quelle reali.
L'audio è senza infamia e senza lode, l'ho giocato in inglese con sottotitoli. Non c'è quasi mai musica ma solo effetti sonori distorti e inquietanti (sottolineo però che non è un horror) e i dialoghi rientrano nella norma come qualità di doppiaggio.
I salvataggi non ci sono, il gioco va a checkpoint che, attenzione, si attivano esclusivamente lungo la trama principale. Se al seguito di un salvataggio automatico per la trama principale ci si getta su una missione secondaria e si passano minuti/ore dietro ad essa, al termine della stessa sarà quindi necessario ritornare alla trama principale e proseguirne un piccolo pezzo, altrimenti il gioco non salva nulla e bisognerà rifare la missione secondaria da capo.

Ma veniamo ai difetti. Qua e là si saranno notati accenni velati alla "noia". Murdered: Soul Suspect non è un gioco noioso, ma a volte sembra far di tutto per mostrarsi tale. Cercare, e poi cercare ancora, e poi cercare ancora, in una trama sicuramente originale ma banale nel suo svolgimento, alla lunga diventa noioso. E' difficile riuscire a fare un'unica lunghissima sessione di gioco: le 20 ore per completarlo sono frutto di continue interruzioni perché non esistono colpi di scena, gli scontri con i demoni si contano sulle dita di una mano e, come detto, è tutto un cercare, cercare, cercare.
A questo si aggiunge un'interfaccia di gioco costruita per le console, con il mouse che è un accessorio inutile nel navigare tra i menu e tra le missioni secondarie e la principale, e sfogliarli diventa presto frustrante.
Alcune missioni secondarie sono quasi impossibili da completare: per trovare tutti gli oggetti è necessario passare le zone in ogni angolo più nascosto, e finché si tratta di singole stanze o appartamenti è un conto, ma quando per completarne una si deve passare al setaccio un intero palazzo o addirittura l'intera cittadina, l'impresa diventa titanica.
Il colmo è che per concludere la trama principale si deve di fatto interrompere definitivamente la ricerca di tutti gli oggetti secondari, ponendo il giocatore nel dilemma se posticipare a tempo indeterminato il finale del gioco o mandare al diavolo tutto e portarsi a casa i titoli di coda.

In conclusione, nonostante questi difetti Murdered: Soul Suspect lo consiglio. L'atmosfera noir è egregia, la trama ha uno svolgimento banale e ha delle incongruenze di fondo ma si fonda su un'idea molto interessante e originale, la grafica non è affatto male ci si affeziona fin dal primo istante al protagonista e al suo sbigottimento di fronte ad una cittadina che non è più quella che conosceva. E' un gioco che per quanto dark è senza ansie; sì a volte è un po' noioso ma scorre comunque bene ed è un'esperienza che vale la pena fare. Magari, ecco, in saldo.


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