La messa a letto - parte I

January 02, 2015  •  Leave a Comment

Quando LogBLog.it era su Tumblr c'erano già parecchi post dedicati alla famiglia. Li ripropongo qui un po' alla volta, riveduti e corretti ma sempre ambientati due/tre anni fa. In questo caso si torna indietro fino al dicembre del 2011.

Quando SantaPazienza è malata è un po' come quando resta fuori a cena con le amiche. Quelle serate le vedo come un'utopica speranza di organizzare tutto perfettamente, per mettere ogni bimbo nel suo letto e dedicarmi al mio personalissimo 22.30/00.30 quotidiano come se avessi avuto SantaPazienza ad affiancarmi.

Ora, quando sono io ad essere fuori la sera e torno a casa, solitamente trovo il trio composto da mamma, Boccola e Ricciolo sul mio (nostro) letto matrimoniale, in uno stadio ormai avanzato del sonno. Quindi devo occuparmi di mettere a letto i bimbi.

Comincio con Boccola, il cui peso è pari alla sua bontà, perché crescendo si sarà sicuramente snellita tanto, ma devo ancora trovare dove nasconda il piombo.
Prendere in braccio un "peso morto" di 20 e passa chili è un'operazione che non consiglio a nessuno; non è come una scatola o dei sacchi, non ci sono maniglie, non si possono lanciare sulle spalle: i bimbi addormentati scivolano in ogni dove, il mento perfora la spalla, le gambe colpiscono l’inguine e soprattutto ti muovi con il terrore che il peso morto riprenda vita, quindi facendo piano, pregando che per terra non ci siano dei Duplo pronti ad essere involontariamente calciati, con quel tipico rumore di plastica che rotola sul pavimento o le urla di dolore che perforano le pareti.
Poi dire che "poso delicatamente" la bimba nel letto è una bugia, perché non esiste che la riesca a ruotare decentemente per metterla a letto distesa: il meglio che posso fare è tenerla in braccio ruotandola in posizione ad “A”, ovvero con il sedere in aria e le gambe e la braccia protese verso il centro della terra, per poi sentire l’ernia che prova a farsi largo quando cerco di appoggiarla sul letto senza che ci cada di testa.
Coperte su e tocca al maschietto.

Ricciolo sarebbe più semplice, vuoi per la statura, vuoi per il peso, non fosse che è esattamente al centro del letto e per arrivare a prenderlo devo passare sopra a SantaPazienza. Prenderlo dall'altro lato è impossibile, perché il tragitto verso il lettino è troppo lungo e ricco di trappole sveglia-bimbi pronte per essere pestate.
Quindi per afferrare Ricciolo mi devo inventare posizioni assurde, perché il baricentro deve restare al suo posto, altrimenti sollevo Ricciolo e poi qualcuno deve sollevare me dal letto. In tutto questo "posizionamento" naturalmente SantaPazienza si sveglia, i suoi occhi ancora a mezz'asta vedono il suo bimbo che sta levitando e il risucchio d’aria del suo urlo strozzato mi fa scendere un goccia di sudore freddo sulla fronte… il bimbo dorme ancora! E via nel suo lettino.

In ogni modo, ho aperto questa enorme parentesi per descrivere le mie acrobazie quando sono io a non esserci la sera, per cui onde evitare di raddoppiarle quando a non esserci è SantaPazienza, come nel caso in cui è malata, devo inventarmi qualcosa.

Io l'ho chiamata "organizzazione perfetta", ma può avere anche altri nomi, dai più altisonanti a quelli più deplorevoli.

Ne parlerò nel prossimo capitolo.


Comments

No comments posted.
Loading...
Subscribe
RSS
Archive
January February March (3) April (4) May (4) June (3) July (3) August September (5) October November (1) December
January (2) February (1) March April May June July August September October November December
January February March April May (6) June (21) July (14) August (1) September (13) October (10) November December
January (16) February (7) March April May June July August September (1) October (1) November December (5)
January (2) February March (2) April (1) May June (2) July August September (1) October November December
January (1) February (1) March April May June July August September October November December
January February March April May June July August September October November December