TV (p)&(r) Bambini

January 15, 2015  •  2 Comments
Chi ha un figlio capisce l'utilità della TV a partire più o meno da quando compie due anni.
Prima, per il bimbo, è solo un oggetto come un altro: quando la TV è accesa di tanto in tanto la fissa, raramente più di 2 o 3 secondi, un po' come fanno gli animali: sanno che c'è, è colorata e fa rumore, ma non è nulla di interessante.
 
 
Nel tempo questo miscuglio di suoni e colori che escono dalla TV iniziano ad avere un qualche vago senso, e te ne accorgi subito, perché lo sguardo inizia a restare rapìto per 10 secondi.
Nel corso dei mesi successivi, quei 10 secondi diventano 30, un minuto, due minuti, tre minuti e via discorrendo, fino a quando, improvvisamente, la TV si trasforma in una vera e propria baby sitter.
Adesso non sto qui a parlare di quanto la TV sia distruttiva, un danno per la salute fisica e mentale, causi cecità, giramenti di testa, alterazioni della personalità, catarro, vomito, diarrea, gomito che fa contatto col piede, inflazione e si stava meglio quando si stava peggio.
Questo non è un post per i finti moralisti, solitamente post adolescenti o adulti senza figli, del tipo "i bimbi a quell'età devono stare fuori a giocare". Chi scrive frasi come quelle o non è un genitore o è un Amish, e solo in quest'ultimo caso ha il mio rispetto.
Ma ne parleremo più avanti.
Tornando a noi, ciò che è interessante è che oggi la TV offre canali studiati ad hoc per precise età dei bambini.
 
Il canale dedicato a quelli più piccini è indubbiamente BabyTV, canale 624 di Sky.
Bastano pochi secondi di visione per capire il target: 12-36 mesi; tuttavia fino a 4 anni circa, grazie alle tante musiche, intrattiene senza grossi problemi.
Voi direte: ma che cavolo di TV può essere quella dedicata a dei bimbi così piccoli?
Esatto, è proprio quella TV lì, "del cavolo".
I programmi durano al più 5 minuti, si alternano a strofe e musiche di un minuto o due, vanno a rotazione continua, senza pubblicità. Per un adulto questo canale è impossibile da seguire, non ha né capo né coda.
Alcune trasmissioni sono solo una sequela di giochi di luce da crisi epilettica, insetti che cantano, filmati amatoriali fatti dai genitori ai propri bimbi piccoli, palline colorate che cadono formando dei disegni, video di animali, chiacchiere tra pupazzi o dei puzzle che autonomamente si compongono sullo schermo.
E poi ci sono tante piccole serie, quasi tutte realizzate in CGI, qualitativamente modeste se non proprio minimali.
 
Ad esempio c'è 'sto katzo di Henry che, poveretto, è un po' sfortunato.
Tutte le volte che va al ristorante puntualmente ordina qualcosa il cui ingrediente principale non c'è; per dire, vuole una limonata e non c'è il limone, o il passato di piselli e non ci sono i piselli. Così il cuoco, che in inglese parla in una spudorata cadenza italico-meridionale, chiede a Henry di andare a prendere 'sto benedetto ingrediente al negozio.
Al negozio non c'è, gli dicono di provare al mercato.
Al mercato non c'è, gli dicono di andare alla fattoria.
Alla fattoria c'è, lo prende e lo porta al ristorante.
Il cuoco gli prepara il piatto e Henry lo può mangiare.
Fine.
La storia si ripete uguale a se stessa tutte le volte. Cambia solo l'ingrediente mancante.
Capirete che un bambino è stregato da questo oggetto mancante, mentre l'adulto vede solo la stessa storia ripetuta mille volte.
 
E questo avviene per quasi tutti i cartoni animati: sempre le stesse identiche storie, sempre gli stessi identici giochi. Cambiano solo minimi particolari.
 
Oppure ci sono i 4 rimbambiti.
Un giorno SantaPazienza ha visto un episodio, me l'ha raccontato e io non le ho creduto finché non l'ho visto con i miei occhi.
I 4 rimbambiti si chiamano "The Cuddlies", in italiano "I Tenerotti". Sono 4 pupazzi colorati animati in CGI, 4 stereotipi classici ai limiti del MOIGE: c'è il ciccione mangione, il mezzo addormentato col dito in bocca, la femmina che vuol sempre fare troppe cose e... ok lo dico: il gay.
Allora a me dispiace ma viene proprio stereotipato al massimo. E' palesemente un pupazzo maschio che ama il balletto classico, raccoglie fiorellini, cammina zompettando con le mani sollevate e sviene quando prova emozioni forti.
Scusate eh.
Comunque, questa è la storia:
 
Il pupazzo gay decide di andare a fare le pulizie (e vai di stereotipo) sul tetto. Apre il lucernario, va sul tetto e sbam! Il lucernario si chiude. Invano cerca di aprirlo e così chiede aiuto al ciccione, che passava di lì per caso.
Questo va in casa, apre il lucernario e, da gran furbone, non fa scendere il pupazzo gay (che in realtà neanche ci prova) ma ci si infila lui dentro per andare sul tetto. Essendo ciccione rimane incastrato (e vai di stereotipo). Ora c'è un rimbambito sul tetto e un fesso incastrato nel lucernario.
Dal tetto il pupazzo gay vede quello mezzo addormentato - che passava di lì per caso - e lo chiama. Quest'ultimo prende un palloncino e vola, voola, vooola... e quando raggiunge il tetto cosa fa, ovviamente lascia andare il palloncino. Ora ci sono due rimbambiti sul tetto e il fesso di prima incastrato nel lucernario.
Chiamano così il quarto pupazzo (la femmina) che, con un'incredibile lucidità, prende una scala e la appoggia al tetto.
Poi ci sale lei. Ditemi voi. Non fa scendere gli altri. Ci sale lei. Raggiunge il tetto e con un ultimo sgraziato passo spinge la scala che cade inesorabilmente per terra.
Ora ci sono tutti: 3 rimbambiti sul tetto e sempre il fesso incastrato.
 
Mi sarebbe piaciuto che la storia finisse lì, con il destino che tiene intrappolati per sempre i 4 rimbambiti sul tetto: la serie finisce per sempre e i bambini sono liberi dalle storie dei quattro rimbambiti.
E invece niente, arriva il colpo di genio, i 3 sul tetto spingono il ciccione incastrato giù dal lucernario, riuscendo a liberare l'uscita.
 
Fine.
 
Adesso Ricciolo ha 3 anni e gli vieto di guardare 'sto canale.
Oh, di pregi ne ha eh? Naturalmente ho preso come esempi alcune sue caratteristiche un po' estreme e grottesche.
Lo guarda solo quando è rimbambito dalla malattia, è l'unico canale che lo distrae un po' e gli concilia il sonno.
Poi cambio o spengo.

Comments

Andrea Donati
Sì mi rendo conto che ho limitato il post solo alle parti più estreme di Babytv, ovvero alla visione che ne può avere un adulto.
Ma del resto decidendo di "subirlo" per due anni viene da pensare che alla fin fine di pregi ne abbia e, di certo, ne ha!
L'importante è poi che tali pregi siano rivolti ai bimbi, ovvero che, come dici tu, vengano gettate le basi ad esempio per la comprensione di alcune cose, anche se a scapito dell'assurdità del piano generale.
Tanto di assurdità in TV saranno pieni fino alla vecchiaia, almeno si abituano subito! ;D
SteVe(non-registered)
Avendo un pargoletto che, nonostante sia ancora molto piccolo, si fa rapire da luci e colori e quindi in certi momenti in cui obbligatoriamente sopraggiunge la momentanea necessità di una babysitter virtuale viene utilizzata la magia di BabyTv, mi sento di fare qualche considerazione.
Che però nel mio caso, essendo appunto il bimbo piccolo, sono considerazioni mie da adulto senza il riscontro intellettivo dello spettatore.
In generale sono d'accordo che la maggior parte delle storielle di BabyTv siano senza senso, fastidiose e addirittura proprio brutte (ma quanto è mostruosa la faccia fatta con il cibo, accompagnata da una allegra canzoncina? Per riprendermi dallo spavento mi devo guardare The Walking Dead).
Però altre A ME piacciono, anche da punto di vista pedagogico.
Ad esempio Walter e Dude, il cane con l'Alzheimer, che non ricorda mai il nome di un oggetto e guida l'amico topo (e lo spettatore) a capire cos'è.
O il treno parlante che fa salire gli animali, li conta, aggiunge quello grande nella carrozza adatta alla sua stazza, ripara le rotaie con un oggetto di forma giusta (come rettangolo = libro... che poi sopra ad un libro ci passi un treno, vabé) e aiuta un'oca di un'oca a trovare un oggetto che ha perso su un vagone (è vestita da mago. Sarà un'ascia vichinga, un minipimer o una bacchetta magica? Mah).
Poi ci sono giochini con frutti e relativi colori.
E anche lo stesso Henry dell'esempio, di cui non so se sia più fastidioso il fatto che non trovi mai l'ingredeinte che gli serva o che parla di sé in terza persona, se non altro scopre che le uova le fanno le galline e deve andare a prenderle nel pollaio, piuttosto che i meloni nell'orto.
Piuttosto che chiuda quel supermercato che non ha mai niente... e ditemi dove si trovano orto, pollaio ecc. dove Henry si fa dare sempre tutto gratis :)
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